IL SEGNO SUPREMO - Said Nursi

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"Nel nome di Dio, Clemente e Misericordioso!"

"E lo non ho creato i ginn' e gli uomini altro che perché M'adorassero" [Cor., LI, 56]. Ben si comprende dagli ascosi significati di questo possente versetto che il fine della venuta a questo mondo dell'uomo, e la sapienza che vi è implicita, stanno nel riconoscere il Creatore dell'universo, a Lui la gloria, aver fede in Lui, portare a compimento gli atti di devozione cultuale a Lui dovuti. Il compito connaturato all'indole umana e il precetto divino che sull'uomo ricade sono conoscere Dio, aver fede in Lui, riconfermare la veridicità della Sua esistenza e della Sua unicità, con salda certezza ed ubbidienza.

Sì, per vero il debole uomo che per sua natura aspira alla Vita Eterna e a un'esistenza imperitura, che possiede sconfinate speranze e pene infinite, non può che considerare futile e vile tutto quel che non si riallacci alla fede in Dio e alla conoscenza di Dio, ad eccezione di quanto sia in grado di guidarlo a quella fede che è il fondamento principe e la chiave di quella Vita imperitura.